Orientamento teorico e modelli didattici
Il corso si ispira al modello di musicoterapia definito da J. Alvin, uno dei caposcuola della musicoterapia in Gran Bretagna, “free improvisation therapy”. Tale modello considera l’esperienza musicale nelle sue valenze estetiche e relazionali quale elemento centrale e fondante di ogni percorso musicoterapico.
Il modello proposto dalla scuola è costituito da una sintesi originale tra gli elementi emersi dal lavoro di musicoterapia iniziato da J. Alvin e sviluppato successivamente da L. Bunt e dai suoi collaboratori, e i riferimenti teorici dell’approccio fenomenologico e delle teorie psicodinamiche.
Il modello didattico, centrato sullo studente, propone un percorso di formazione in musicoterapia che ha come finalità precipua quella di promuovere in chi vuole mettere le proprie qualità personali e musicali al servizio di una relazione d’aiuto, sia le competenze tecniche adeguate sia una congrua consapevolezza del proprio ruolo terapeutico.
Questo percorso formativo ha come obiettivo quello di far acquisire agli allievi una maggiore consapevolezza dei propri processi interpretativi; consapevolezza che diventa fondamentale nel riconoscimento e nella gestione delle diverse dinamiche interpersonali che si attivano nella relazione terapeutica e che consente una più opportuna modulazione dell’espressività musicale nell’ambito di tale relazione.
Il fare musica come atto interpretativo costituisce, in questo contesto, il momento centrale dell’incontro umano che è fondamento di ogni diagnosi e terapia.
Durante il corso sono presentati anche altri modelli di musicoterapia attiva e recettiva con riferimenti ad autori, tra i quali Ansdell, Aldridge, Benenzon, Bonny, Bruscia, Nordoff e Robbins, Pavlicevic, Priestley, Ruud e Wigram.
Lo staff dei docenti è costituito da musicoterapeuti, psicologi, medici e musicisti. Esperti della musicoterapia italiani e stranieri sono invitati, inoltre, a presentare il loro lavoro e a svolgere lezioni e workshops su temi specifici.
In questo modo gli studenti possono confrontare un’ampia varietà di stili e di approcci; stimoli importanti che possono essere integrati nella ricerca e nello sviluppo di uno stile più personale.
Vengono utilizzati vari metodi didattici quali:
- lezioni frontali all’intero gruppo;
- seminari e discussioni in piccoli gruppi;
- presentazione e analisi di materiale clinico;
- colloqui e tutoraggio individuali;
- supervisioni in piccoli gruppi;
- sessioni di pratica musicale in piccoli gruppi.
MusicSpace collabora stabilmente con docenti del Dipartimento di Psicologia dell’Università di Bologna; tale collaborazione riguarda le docenze, gli esami, le tesi e alcuni progetti applicativi e di ricerca nell’ambito della musicoterapia.
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